
Visto che qualcuno ha chiesto chiarimenti in merito, cerco di spiegare meglio:
Il Tibet, una nazione indipendente con una storia che risale al 127 a.C., è stato invaso 45 anni fa, nel 1950, dalla Repubblica Popolare Cinese.
L’invasione e l’occupazione del Tibet è stata un atto di aggressione e una chiara violazione delle leggi internazionali. Oggi il Tibet è oppresso da una occupazione cinese, illegale e repressiva.
Il 10 marzo del 1959, la resistenza tibetana è culminata in una insurrezione nazionale contro i cinesi. L’esercito di Liberazione (sic!) Cinese ha schiacciato l’insurrezione, uccidendo in quella data più di 87.000 tibetani, nel solo Tibet centrale.
il Dalai Lama, i membri del suo governo e circa 80.000 tibetani sono fuggiti dal Tibet e hanno cercato asilo politico in India, in Nepal e in Bhutan.
Oggi vi sono piu di 120.000 tibetani in esilio, inclusi oltre 5.000 che vivono al di fuori del subcontinente indiano.
Le Nazioni Unite hanno approvato tre risoluzioni sul Tibet, nel 1959, nel 1961 nel 1965, che hanno espresso seria preoccupazione per la violazione dei diritti umani e che hanno invocato : «la cessazione di pratiche che privano il popolo tibetano dei suoi fondamentali diritti umani e libertà, incluso il proprio diritto all’auto-determinazione».
FATTI E CIFRE DELLA SITUAZIONE IN TIBET
1. Un milione e duecentomila tibetani (un quinto della popolazione) sono morti come risultato dell’occupazione cinese.
2. Migliaia di prigionieri religiosi e politici vengono detenuti in prigioni e in campi di lavoro forzato, dove la tortura è pratica comune.
3. Le donne tibetane sono soggette a sterilizzazione forzata e a procurati aborti.
4. Le cure mediche non sono accessibili a tutti e le strutture migliori sono riservate agli individui di nazionalità cinese.
5. In Tibet, l’istruzione per i bambini cinesi è nettamente superiore a quella disponibile per i tibetani. Il 70% dei posti nelle strutture educative superiori è riservato ai Cinesi.
6. Il Tibet, un tempo pacifico stato cuscinetto tra l’India e la Cina, è stato trasformato in una vasta base militare, che ospita non meno di 500.000 soldati cinesi, e un quarto della forza missilistica nucleare cinese, valutata complessivamente in 550 testate nucleari.
7. Più di seimila monasteri, templi ed edifici storici sono stati razziati e rasi al suolo, e le loro antiche e insostituibili opere d’arte e i tesori della letteratura sono stati distrutti o venduti dai cinesi, durante le ‘riforme democratiche’ prima del 1966, e il rimanente durante la Rivoluzione Culturale, secondo le autorità cinesi
8. La Cina in Tibet proibisce I’ insegnamento e lo studio del Buddhismo. L’odierna apparenza di libertà religiosa è stata inaugurata unicamente per fini di propaganda e per il turismo.
9. I monaci e le monache continuano a essere espulsi dai monasteri.
10. Le risorse naturali del Tibet e la sua fragile ecologia stanno per essere irrimediabilmente distrutte, come risultato dell’invasione cinese. Gli animali selvatici sono stati praticamente sterminati, le foreste abbattute e il terreno e stato impoverito ed eroso.
11. Nel 1960 la Commissione di Giustizia Internazionale ha rilevato in Tibet sia atti di genocidio sia l’aperta violazione di sedici articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
12. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato tre Risoluzioni di Condanna alla Cina, per ‘violazioni dei fondamentali diritti umani del popolo tibetano’ e ha invitato la Cina a rispettare i diritti del popolo tibetano, incluso il proprio diritto alla auto-determinazione.
13. La xxesima sessione della Sotto-Commissione delle Nazioni Unite ha adottato la Risoluzione 1991/L, 19, denominata ‘La situazione in Tibet’, il 25 agosto 1991, a Ginevra, dopo aver ricevuto ripetuti resoconti delle grossolane violazioni dei diritti umani in Tibet. La Sotto-Commissione ha dichiarato la sua “preoccupazione per le continue violazioni dei fondamentali diritti umani e libertà che mettono in pericolo la particolare identità culturale, religiosa e nazionale del popolo tibetano”. Le autorità cinesi in Tibet praticano la discriminazione e la segregazione ufficialmente e apertamente.
14. Il Tibet è controllato strettamente dal partito e dall’esercito Comunista Cinese. Pechino nomina tutti i funzionari superiori del governo e del partito, la maggior parte dei quali non parla tibetano.
15. I tibetani, nonostante il rischio di torture, di imprigionamento e di esecuzioni capitali, non hanno mai accettato l’occupazione cinese del loro paese, mettendo in atto una resistenza a questa occupazione totalmente non violenta e pacifica ma molto determinata. Dal settembre 1987, in tutto il Tibet si sono verificate piu di 100 dimostrazioni contro il dominio cinese, che hanno avuto come risultato piu di 450 morti e la carcerazione di migliaia di tibetani, eseguita senza un regolare processo.
Caro Samir, questo è un pò più nel dettaglio quello che intendo sostenere con il logo FREE TIBET che da un pò è apparso sul blog. Free da un’occupazione militare, free dalle violazioni dei diritti fondamentali dell’uomo, free dalle torture, free dai genocidi, insomma, free da tutto quello che hai appena letto. Se per te si riduce il tutto ad una questione di potere religioso, così sia. E comunque anche in questo campo c’è poco di simile, visto che ratzy è sovrano di uno degli stati più ricchi del mondo, partecipa direttamente e indirettamente alle principali decisioni politiche italiane e internazionali e nessuno si sognerebbe mai di esiliarlo.
W VITTORIO SQUARE

Io appoggio la mozione internazionale per la liberazione del Tibet. E mal sopporto le ingerenze continue della chiesa romana nella vita politica italiana e sarei favorevole ad una sorta di “CATTIVITA’ AVIGNONESE”, come toccò a Clemente V in epoca non sospetta.
Lo Stato più ricco al mondo è l’esempio di una moralità discutibile fatto di libere interpretazioni delle Sacre Scritture e liberi gesti dei llegati del Papa.
Tutti ricordiamo, le abbiamo prese dagli studi della storia, le guerre di religione che si sono succedute nel corso dei secoli, le accuse ( ma soprattutto i misfatti tenuti VOLUTAMENTE al riparo da occhi indiscreti, vero Ratzy?) di pedofilìa di alcuni preti, altri che, dopo aver fatto voto di castità, intrattengono rapporti liberi con libere donne ( e poi predicano astinenza ).
Si alla politica libera dalle ingerenze papali.
Free Tibet = Free Imperialism in China
Il primo appunto è di carattere metodologico, mai mettere cifre senza indicare la fonte.
Passiamo agli altri.
Ci sono nazionalismi buoni, e nazionalismi cattivi, come del resto integralismi buoni e cattivi. Quando si parla di Tibet in questo anfratto di mondo tutti sono pronti a stracciarsi le vesti e a sgocciolarsi la faccia di lacrime finte. L’empatia con un popolo esotico come quello tibetano è la nuova moda socioculturale delle metropoli del primo mondo. Cominciamo a chiederci il perchè…
Un primo tentativo di risposta sta proprio nel suo esotismo… la lontananza aiuta a idealizzare e a crear feticci, non a conoscere la situazione reale nella sua intrinseca dinamicità. Da qui si ossificano luoghi comuni su altrettanti luoghi comuni. Primo fra tutti i tanto sbadierati diritti umani.
Che cosa sono i diritti umani? ve lo siete mai chiesto? Se no, vi invito a iniziare la ricerca. Sono quelli sanciti dall’Onu? Bene vengono violati sistematicamente tutti, non solo in tibet, ma dietro l’angolo. E allora perchè tutto sto movimento proDalaiLama? La risposta è semplice, non si corrono rischi. Non come a Chiaiano dove la polizia manganella le donne incinte. In più hai il culo parato e i soldi messi in tasca da tutti i potenti dell’occidente giudaico cristiano! Quanto è figo fare il solidale speudointernazionalista così!
Ma torniamo all’oggetto Tibet, a questo tibet invaso dai cattivi cinesi. Qualcuno ha cognizione di quello che era il tibet prima della presunta occupazione ? Basta consultare qualche dignitoso libro di storia orientale: una teocrazia assoluta (peggio di quella pontificia) gestina da un clero oscurantista e sanguinario, satellite all’Impero dei Ming! Quindi quale occupazione? Casomai avvicendamento, arriva l’esercito rosso e per “noi giudaico-cristiani” la dipendenza del Tibet alla Cina diventa inaccettabile. Chi vuole approfondire si legga quest’articolo di Enrica Collotti Pischel, una delle più grandi sinologhe italiane scomparsa nel 2003.
http://www.carmillaonline.com/archives/2008/03/002584.html#002584.
Cosa deduciamo da ciò? Che dietro il velo tarlato di questa “battaglia per diritti umani” si cela l’ennesima scaramuccia che l’occidente giudaicocristiano scatena verso il suo concorrente più diretto. Vien da se che ogni appoggio al Dalai Lama, amico diretto dei 7 grandi della terra (ovviamente non dell’8^ ovviamente) quelli che si riunirono a genova nel 2001, e quest’estate si riuniranno alla maddalena per decidere la vita e la morte di 6 miliardi di persone, è un’appoggio a loro. Come si direbbe in un linguaggio a me caro, è una convergenza oggettiva con l’imperailismo.
Vi stanno tanto a cuore i diritti umani? A me personalmente no, mi sta a cuore l’emancipazione dell’umanità dal capitalismo che storicamente ha introittato come prassi la violazione sistematica di ogni diritto di eguaglianza reale, non meramente formale, alla Bonino e Capezzone per intenderci. I nemici andiamo a cercali a casa nostra in primis, invece che, eurocentricamente, altrove, quardacaso in un grande paese che è riuscito a cacciare a pedate gli imperialisti inglesi e avviare iusta propria principia il suo percorso di audeterminazione rivoluzionaria.
Il mio intervento potrebbe finire qua. Ma voglio sottolineare un’altro punto molto sensibile.
Nell’elenco senza fonte pubblicato qua sopra si menziona la distruzione dei templi religiosi e la mancanza di insegnamento della filosofia buddista. Bene, l’ingenuità di chi si aggrappa a questo punto è massima. I siti religiosi non sono meri luoghi di culto, sono centri di potere (o contropotere) politico. Ai tempi dell’Imperatore i monasteri buddisti dominavano in maniera pressocchè assoluta il contado, vessando braccianti e contadini senza terra, sottranendo violentemente i figli di questi per poi internarli negli stessi. Ora costituiscono una rete connessa alla Cia dentro un territorio ostile, e a dichiararlo sono loro stessi!
La cosa non è strana affatto se vogliamo fare paragoni con la storia europea. Fu il clero (non vestito di arancione, ma di nero, bianco o marrone) che organizzò la rivonta in Vandea contro quelli che a Parigi avevano scritto la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino. Fu il clero che nel 1799 con le armate della Sata Fede ( i famigerati sanfedisti) represse nel sangue la Repubblica Partenopea. Durante la guerra civile spagnola, nel 1936-7, nelle chiese, granzie alla sacra istituzione della confessione dei peccati, si raccoglievano delazioni su i fiaccheggiatori della Repubblica… Potrei continuare all’infinito, spero che ne abbiate abbastanza per capire che non si scinde MAI il religioso dal politico.
Non giocando più a calcetto non posso intimare a nessuno di togliere un banner, sia chiaro, ma non riesco a capire, e vi invito a riflettere, perchè il papa dovrebbe condannare questo blog, quando in realtà porta acqua al suo mulino.
Scusa, AMICO, ma due appunti-due.
Il primo, il coraggio delle idee si affronta scrivendo il nome.
Secondo, è tutto interessante quello che dici. Un copia-incolla fatto bene. Se non lo è, cita le fonti.
Non hai alcuna dispensa papale in questo senso.
DURA LEX, SED LEX.
Preferisco firmarmi “un amico” che gatto silvestro, difficilmente verrei preso sul serio. Per quanto riguarda il copia incolla, è evidente che son parole in libertà, già espresse oralmente in altre occasioni.
Visto che non è un copia incolla, la fonte sono io, mi pare evidente!!! Se non fossi dovrei riportare le fonti!!!!! Ovvio!!!!!!!
Riguardo alle citazioni:
Ho citato un’articolo di una sinologa e ho allegato il link, se non ti si visualizza il tuo internet explorer ha un problema.
Per i riferimenti storici che ho fatto puoi verificare sui manuali di storia dei tempi del liceo, se te ne sei sbarazzato vai su Http://it.wikipedia.org.
Salutami Titti
certo michè che farti prendere per il culo così per difendere la causa dell’aspirante sacro impero arancione…non so fino a che punto ne valga la pena…ovviamente potrei contribuire all’aggressione ma non lo faccio in virtù dell’amicizia..questo non significa però che io non suggerisca ad altri come punzecchiarti…comunque se fare fronte con staroccia e con tibetani e monaci birmani e sicuramente anche con i leghisti(che ti appartengono culturalmante molto più dei bonzi)ti gratifica…fai pure…ma se vuoi mettere in discussione l’impeccabile e inattaccabile intervento in difesa di grande madre cina non arringare contro un eventuale copia incolla per minare le basi dell’unico intervento che mostra precisa conoscenza dell’argomento…copia e incolla anche tu da fonti che ti possano aiutare a smantellare le chiare spiegazioni che ti sono state regalate dal nostro caro amico..tanti baci
Ragazzi non c’era acrimonia nelle mie parole. Mi spiace abbiate frainteso.
Per la precisione. i leghisti non mi appartengono.
Complimenti per la sagacia.
signori interrompo la querelle tibetana per segnalare un fatto di cronaca occorso all’amico michele plastino durante il match italia romania…
allego il link…
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_3169120.html?ref=hpsbdx2
spero nell’intervento del gestore, che dia lo spazio necesario alla notizia…
salute a tutti sono un altro amico.scrivo solo x dare il mio massimo sostegno non ai bonzi,birmani o tibetani, nn ai cinesi,anche se ammiro la loro moderna concezione della politica delle nascite,ma al senor dino,che con il suo immenso savoir faire,riesce a risolvere i peggiori attriti socio culturali.x il retso posso solo dire che so di per certo che tutto quello che sostiene un amico è in piena sintonia con quello che sostiene un altro amico.
addio
italia libera da ratzi e da claudio baglioni
io sostengo baglioni e massimo rispetto per suo figlio Giovanni con cui ho condiviso i miei anni migliori
Molta spocchia, tante parole, ma pochissima sostanza e nessuna firma.
Mi piacerebbe aprire un dibattito, ma sono solo elucubrazioni dettate da vetusti ideologismi. E con le ideologie, si sa, il dialogo non va mai troppo lontano.
Il nostro amico giustifica una dittatura, solo perchè posta in opposizione a quello che lui definisce l’occidente giudaico-cristiano, sede dell’imperialismo capitalista. Occidente giudaico-cristiano nel quale, probabilmente, egli vive e vegeta, ed è libero di portare avanti le sue dignitosissime idee. Peccato che tal cosa, che si chiama libertà di opinione, in quello che lui definisce un “grande paese” spesso non sia consentita. Ed è solo uno della lista dei diritti umani (http://www.boes.org/un/itahr-b.html), che il nostro considera una banalità.
Se tali diritti sono violati anche nel cortile di casa nostra, ciò non giustifica il fatto che vengano violati in maniera massiccia e sistematica anche in altri luoghi.
Non provo alcun rancore nei tuoi confronti, caro amico, altrimenti ti augurerei di soggiornare per qualche anno, insieme alla tua famiglia, in tibet da tibetano.
Peccato che la tua reprimenda anti eurocentrica è fatta dal cuore dell’Europa, e perde inevitabilmente di credibilità.
Se è figo fare “il solidale speudointernazionalista”, fare il finto alternativo speudointernazionalista è invece abbastanza triste.
Tralaltro dall’alto della tua approfondita riflessione, sai benissimo (ma non lo dici) che i tuoi discorsi sono scaduti ormai da qualche anno. La Cina è oggi la sede del capitalismo post-moderno, e a breve sarà la prima potenza economica mondiale, secondo tutti gli osservatori economici (traguardo raggiunto, tra le altre cose, grazie allo sfruttamento spietato del lavoro minorile: ma questi per te sono luoghi comuni). Pechino è una città di grattacieli, circonvallazioni, e ventiquattrore piene di dollari. Ben lontana dalla vostra idea di “madre Cina”. E a questo punto mi chiedo: questa è per te la tanto auspicata fine dell’imperialismo occidentale o la sconfitta del comunismo che ha liberato il tibet dalla teocrazia? Delle due, l’una.
Magari lunedì scendi dal piedistallo e vieni a farti una partitella (chiedi informazioni a chi ti ha chiamato a rinforzo), invece di continuare a consultare i manuali di storia del liceo. Sarai il benvenuto tra noi giudaico-cristiani-imperialisti-solidali-speudointernazionalisti-eurocentrici, dico sul serio.
P.S.
Ah, un’ultima cosa:
Hai dimenticato di citare la fonte…
Dici “Mi piacerebbe aprire un dibattito, ma sono solo elucubrazioni dettate da vetusti ideologismi. E con le ideologie, si sa, il dialogo non va mai troppo lontano”.
Me l’aspettavo! Come volevasi dimostrare uninterlocutore mette sul piatto un analisi alternetiva e lo si accusa di essere “IDEOLOGiCO”!!!!! Che originalità….
Carissimo gestore, come direbbe un personaggio di carlo verdone, l’accusa “m’arimbalza”! Perchè cosa significa ideologico? Che cosa è l’ideologia? Niente di così brutto, ideologia deriva da due parole greche eidos e logos, che insieme fanno “discorso sulle idee”, ovvero un sistema di concetti di riferimento legati da una logica. E’ un ideologia il cristianesimo, come lo è in neocoservatorismo contempraneo che concettualizza come base come le radici giudaico-cristiane. Sono ideologiche le posizioni del Partito Radicale Trasnazionale, di cui te sembri assertore, e che ha moltissimi punti in comune al neoconservatorismo nonostante sia laico, costoro del resto si ritrovano nella prassi dell’”enduring freedom” bushista!
Poi mi accusi di essere “vetusto”, un’altro grande classico dell’opinionistica liberal-liberista di maniera. Caro gestore la posizione che esprimi è la copia molto grossolana di quella di un importante, dignitoso, ma per me non condivisibile, liberale inglese di metà ottocento che risponde al nome di John Stuart Mill. Chi è più vetusto tra me e te? Penso che da persone intelligenti dovremmo “accannare” anche l’epiteto di vetusto dal dibattito pubblico. Come “ideologico”, non funziona. Te dovresti accettare che nella sfera pubblica esistono visioni diverse e antagoniste allle tue, e che per contrapporti a queste dovresti entrare nel merito, tentare di confutarle, non liquidarle superficialmente. A meno che… tu non sia un iperdogmatico alla Fracis Fukuyama, che teorizzò poco più di dieci anni fa la “fine della storia”, quindi il capitalismo come orizzonte economico sociale insuperabile, ideologia liberale (associata ai millefiori di Grandi Chiese e sette religiose integraliste equipollenti, fondamentali per il controllo sociale) come paradigma teorico unico di riferimento. Davanti a questo dogmatismo, il dibattito non avrebbe ragion d’essere.
Mi chiedi “E a questo punto mi chiedo: questa è per te la tanto auspicata fine dell’imperialismo occidentale o la sconfitta del comunismo che ha liberato il tibet dalla teocrazia? Delle due, l’una”.
Definisci il sistema cinese come “capitalismo postmoderno”, definizione a mio avviso quanto mai inadeguata. Il postmoderno riguarda la sfera del mondo occidentale, il postmoderno non è nient’altro che una degenerazione/involuzione/degradazione del grande progetto moderno di emancipazione umana iniziato del 1789. Il testimone di questo progetto ora è nelle mani di altri: India, Cina con il loro capitalismo pianificato, in cui c’è uno stato che controlla e monitora la crescita economica che guarda caso supera il 10 % del PIL annuo. Ma non solo queste due potenze hanno ereditato il Moderno, condizione necessaria per un ulteriore emancipazione futura, anche altre aree geopolitiche danno segnali anche molto più interessanti, pensa al Latinoamerica, al progetto Bolivariano fondato sulla autodeterminazione e sulla redistribuzione delle richezze, pensa a Chavez, a Evo Morales (il primo presidente Indio della storia della Bolivia, che orrore vero?) e pensa anche agli altri, Lula e la signora Kirkner che nonostante le impostazioni diverse compartecipano a questo progetto avendo fatto fallire l’ALCA (Alleanza di Libero Commercio della Americhe) preparata dai falchi di Washington nel solco della tradizione neocoloniale del “cortile di casa”. Guardacaso, le nazioni sovraccitare conducono da anni fitte relazioni diplomatiche, tecnico scientifiche e commerciali con la Cina….
Ultimo punto, ma non meno importante, che mi contesti è il fatto che io vivendo nell’occidente giudaico cristiano neoliberista devo necessariamente supportare questa potenza geopolitica. Questa cosa mi lascia sbalordito!!!!
PROPRIO In forza del fatto che sono nato e cresciuto qui, che ho avuto la fortuna e il privilegio di studiare e informarmi (non solo sui manuali del liceo caro mio) ho il DOVERE di intervenire, di prendere posizione contro questa deriva politico economico militare insostenibile! GUAI SE NON LO FACESSI, allora si che sarei oggettivamente compartecipe. Ho il dovere di mandare messaggi a quelle parti di mondo che la mia nazione in combutta con altre sta depauperando (io vuole depauperare) inesorabilmente, e anche a chi, qui in questi anfratti, magari in buona fede, supporta l’ideologia dominante.
Per quanto riguarda la dichiarazione di collaborazione con la Cia da parte degli indipendentisti tibetani, ti rimando a alle dichiarazioni riportate da tutti i giornali di Tsewang Rigzin (che te conoscerai, vero?), leader dei giovani tibetani cresciuto negli stati uniti, e in filo diretto con Sarkozy. Ma non ce ne sarebbe bisogno… Ti ricordi Nancy Pelosi, speaker del congresso degli stati uniti, che corse dal Bonzo arancione vestito subito dopo le violenze anticinesi a Lhasa (donne bruciate nei negozi e così via)? Se arriva la Pelosi, la cia già sta li da un pezzo!
P.S. spero di tornare presto a giocare a calciotto con voi. Del resto come si è visto nei commenti, mica siete tutti imperialisti integralist giudaico cristiani.
davvero superficiali le teorie del Tizio.
autoriziamo e giustifichiamo qualsiasi azione militare e violenta in nome della teocrazia.
Superficiali. Ma ormai niente mi stupisce più. pseudo-intellettualodidi che si dichiarano di sinistra, contro le guerre e contro ogni razzismo.
mi pare che come atteggiamento ci siamo. Perfettamente.
teorie imbarazzanti direi, gente che tenta in tutti i modi di differenziarsi sparando cavolate, solo perchè nella vita non ha nè arte nè parte.
chè tra le altre cose, è sempre meglio un paese governato dai buddhisti, persone pacifiche e contro la violenza, che dai carri armati. Questa gente qui porta avanti le proprie idee a suon di fucilate, censure e stermini.
Senza parole.
Più esattamente.
Autorizzo e giustifico l’autodifesa militare contro ogni ingerenza esterna da parte di una teocrazia assoluta e gerontocratica a escusione femminile (avete mai sentito parlare monache tibetane?) e supportata dalle potenze che hanno scatenato e stanno scatenando guerre altrove.
Contro le guerre imperialiste, a favore della resistenza armata, Contro il razzismo e la pulizia etnica portata avanti da chi come a Lhasa dava fuoco a negozi e appartamenti con donne e bambini cinesi dentro.
Così va meglio.
Gli speudo-intellettualodidi (speudo intellettualoidi, forse) sono quelli che si agitano ben remunerati nei salotti televisivi davati una platea di vecchie zie illetterate.
I superficiali sono quelli che non riescono manco a scrivere un commento leggibile e coerente in un blog, starnazzando e blaterando come i divi che vedono in tivvù.
Apodittico.
Purtroppo non con tutti si può essere dialettici, con quelli (e quelle) che non sanno mettere assieme le poche nozioni che hanno in testa è necessario essere apodittici.
Detto questo non perdo la speranza, e aspetto un commento lungo, profondo e circostanziato in cui te confuerai punto per punto tutto ciò che ho espresso. L’unica alternativa degna è il silenzio.
http://it.youtube.com/watch?v=7sDYIruCc5E
Già. Meglio un degno silenzio, d’accordo con l’amico.
Credevo che il buon senso ti avesse suggerito di farlo da tempo.
Chi l’ha, lo usi (il buonsenso).
Scelgo il silenzio.
Grazie riccardo per la segnalazione del video. Forse l’avete vista, ma vi segnalo questo:
http://it.youtube.com/watch?v=0D8kO_OJJfg&NR=1
Ringrazio anche io del video. Le parole in audio e le immagini sono più dirette delle parole scritte.
Si deduce quindi, finalmente, dalla parole della tibetologa che:
i filodalailama sono una minoranza non più dominante, come lo erano invece ai tempi dell’imperatore.
Più che alla meditazione sono interessati a ritornare al potere in quanto cricca.
Il discorso del Dalai Lama non è stato quest’anno orientato verso il dialogo e la nonviolenza, ma verso un irrigidimento, e subito dopo sono partite le violenze anticinesi, ma guarda un po’!
Dei diritti economico sociali che non hanno, così pare, non gliene sbatte una ceppa perchè appunto vogliono il potere.
Mi sembra una pretesa legittima.
“India, Cina con il loro capitalismo pianificato, in cui c’è uno stato che controlla e monitora la crescita economica che guarda caso supera il 10 % del PIL annuo.”
“Ho il dovere di mandare messaggi a quelle parti di mondo che la mia nazione in combutta con altre sta depauperando (io vuole depauperare) inesorabilmente”
Attenzione, che a forza di spararle si cade in contraddizione…
Manifestazioni pacifiche??’ http://it.youtube.com/watch?v=TaSiF8lkkMY&feature=related ti sembrano manifestazioni pacifiche?
Qui se hai voglia di leggere invece ci sono le dichiarazioni del tuo amico Tsewang Rigzin http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/21/svolta_radicale_imposta_dai_giovani_co_9_080321018.shtml
Per quanto riguarda il fascista, ti rispedisco facilmente l’epiteto, visto che le tue posizioni sono già state espresse da Azione Giovani, Forza Nuova e Fiamma Tricolore, ti risparmio i link per non zozzare il blog.
Se pieno di contraddizioni e ti arrampichi sugli specchi per cercare le mie che non trovi. Spero che questa discussione ti aiuti a trovare finalmente la tua reale collocazione politica!
Pubblico anche qui la risposta che ho inviato a “un amico” sul suo blog, ancora sulla querelle cinese.
Oggi ho un po’ di tempo per risponderti, e lo faccio volentieri. Probabilmente sarà l’ultima volta, perché (come si dice?) non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Hai cominciato la tua dura reprimenda con una domanda retorica: “cosa sono i diritti umani?” Di solito a una domanda retorica non si dà una risposta o perché essa è scontata, o perché essa sarà data nel seguito della discussione. Tu questo non lo fai, limitandoti molto superficialmente a dire che se i diritti umani vengono infranti anche a Chiaiano, checcazzocenefregaanoi del Tibet? Questo, devo dire, è un modo molto maturo di affrontare la questione. (Quello che mi stupisce è che ci sono anche persone che ti appoggiano incantate dai paroloni che usi, come “intrinseca dinamicità” o “solidale speudointernazionalista”).
Io provo a dare una risposta a quello che tu banalizzi.
Il link all’elenco dei diritti umani te l’ho già dato. Se ti dico libertà di informazione, libertà religiosa, libertà di parola, libertà di movimento dei cittadini, ti viene in mente qualcosa? Questi diritti sono quotidianamente calpestati in Cina. E’ qui la tua prima, grande, contraddizione: se esalti la Cina vuol dire che, in fondo, non dai valore alla libertà di vivere, di praticare la religione che preferisci, di dire quello che pensi, di andare dove vuoi. L’unica alternativa è l’incoerenza, e credo sia proprio quella che ti riguardi.
Tale incoerenza è ulteriormente aggravata dal fatto che tu, come molti nell’occidente giudaico-cristiano, utilizzi internet, sei intervenuto sul mio blog e ne hai uno tutto tuo. In Cina la censura è vera, non come quella di cui mi hai accusato in maniera codarda, specialmente su Internet. “È abbastanza recente la censura preventiva della stessa enciclopedia online Wikipedia, mentre Google è stato pagato per cancellare le parole come “libertà” e “democrazia”, ed è stata decisa la chiusura di YouTube dopo gli ultimi scontri in Tibet” (Wikipedia).
Visto che ti professi ateo, inoltre, quello della libertà di religione dovrebbe essere per te l’ultimo dei diritti a godere di importanza: ed invece nei tuoi sconclusionati discorsi è quello che porti in primo piano, giustificando un invasione militare per “abbattere la teocrazia”.
Da una parte ti invidio, sai? E’ facile aggrapparsi ad un’idea, a un’ideologia, molto facile. Questo ci consente di sapere cosa pensare di ogni cosa, rinunciando a considerare ogni volta gli eventi ripartendo da zero.
Per te il mondo è diviso in due, i buoni e i cattivi, e tu hai deciso di stare con quelli che secondo te sono i buoni.
Piacerebbe anche a me, ma io ho un cervello. E so che il mondo non è dicotomico come tu lo vedi, ma un lungo continuum pieno di sfaccettature. Io vivo in un Occidente che mi fa incazzare ogni giorno, e ogni giorno di più. Mi indigno anche per molte cose che accadono fuori dal portone di casa mia, e non solo per gli “esotici” monaci tibetani.
Ma penso anche che non si può prendere a modello la Cina, un paese che nel 2006, secondo fonti di Amnesty International, ha eseguito 1.010 esecuzioni capitali (il 63,48 % del totale mondiale).
“Lo stesso studio ipotizza che il numero effettivo di morti, nel 2006, sarebbe di circa 7.000-8.000 in Cina, contro le 1.000 di tutto il resto del mondo. Si deve tenere presente che da parte governativa cinese non vengono forniti dati ufficiali sul numero di esecuzioni eseguite ogni anno (a differenza di quanto si può dire degli Stati Uniti)” (Wikipedia). Per non parlare dell’orrore della “pianificazione familiare obbligatoria”, che sicuramente conosci…
La successiva contraddizione è talmente imbarazzante per te che quasi quasi non volevo metterla, ma per dovere di cronaca….
Cito tue testuali parole: “mi sta a cuore l’emancipazione dell’umanità dal capitalismo che storicamente ha introiettato come prassi la violazione sistematica di ogni diritto di eguaglianza reale, non meramente formale…”
Basterebbe avere un minimo di conoscenze per sapere che la Cina sta lentamente ma inesorabilmente trasformando il suo sistema politico/economico in uno Stato capitalista. Siccome mi sembra che le conoscenze tu ce le abbia, a questo punto è solo una questione di cattiva fede. E la mia accusa di vetustità delle tue idee e ideologie si riferiva proprio a questo: ormai neanche i cinesi ci credono più! (ma tu sei rimasto indietro, vivendo in Occidente). La tal cosa, tralalatro, ti succede anche in altri momenti: citi Chavez, ma prova a chiedere ai Venezuelani cosa ne pensano loro (facile fare gli pseudo-internazionalisti, no?)…
Per quanto riguarda i monasteri demoliti e devastati e i luoghi sacri fatti oggetto di gesti di vandalismo, tu dici, tralaltro dandomi dell’ingenuo, che è normale, che quelli sono anche centri di potere, quindi che c’è di male? Mamma mia, non ho parole, sei più contraddittorio tu degli amanti beccati a letto insieme che dicono “non è come sembra…”
In questo modo giustifichi anche la guerra in Iraq, e non te ne rendi neanche conto. Lì c’era una dittatura, ed allora secondo il tuo ragionamento è stato giusto intervenire militarmente? Certo, come è stato giusto farlo per stroncare una teocrazia. (Fingendo di credere che questo sia il motivo per cui il Tibet è stato invaso e il suo Governo esiliato).
In sintesi:
- giustifichi un’invasione militare con migliaia di morti (del resto il tuo amato paese non è nuovo a queste pratiche, vedi Tienanmen);
- sei favorevole alla pena di morte;
- consideri lecita un’invasione militare ingiustificata (ma poi ti indigni per la DalMolin, io almeno mi incazzo per tutt’e due);
- Ritieni insensato che ogni persona possa fare della sua vita quello che vuole, incluso scegliere se professare una religione e quale;
- Condanni il capitalismo proponendo come alternativa un paese capitalista;
- Gestisci un blog, usi Google e YouTube per osannare un Paese che questi siti li censura;
- Parli della teocrazia tibetana come di una condizione miserabile per la donna, ma non dici niente della pianificazione familiare obbligatoria, che comporta l’uso massiccio di aborti spesso molto dolorosi, sterilizzazioni forzate e violente, uccisione delle neonate;
- Appoggi indirettamente e coerentemente con il tuo pensiero la guerra in Iraq e tutte le guerre del mondo;
- messo alle strette, insulti chi non la pensa come te e ti permetti di fare sarcasmo sulla collocazione politica altrui.
In tutto ciò, ti dichiari di sinistra (ma non dirlo troppo in giro).
Il sempre allegro Gestore
Mi arriva oggi pomeriggio la seguente e-mail:
Currently 2 comments are waiting for approval. Please visit the moderation panel:
http://lapartitella.wordpress.com/wp-admin/edit-comments.php?comment_status=moderated
Clicco il link, e mi si apre il suddetto moderation panel, che non sapevo neanche di avere.
Ci sono due messaggi. Uno è di un chiropratico americano che cercava di farsi pubblicità, l’altro (udite udite) è quello di “un amico”, a causa del quale sono stato definito un censore.
Benissimo. Questo blog è aperto a tutti, ne è dimostrazione il fatto che se scrivete un commento lo vedrete immediatamente pubblicato, proprio perchè ho disinserito l’obbligo della mia moderazione (non ne vedo il motivo).
Il sistema, però, ha evidentemente bloccato questi due messaggi: il primo perchè l’ha correttamente riconosciuto come spam, spazzatura. Il secondo… beh sul secondo non so che dirvi… forse l’ha bloccato per lo stesso motivo.
Fatto sta che ora l’ho sbloccato, e potete leggerlo qui sopra
si… ma intanto avevi promesso che l’avresti postato di tuo pugno facendoti garante di libertà… sei bravo…
gestore bla bla bla….